Il 13 Novembre siamo andati alle Ogr per visitare la mostra Fare gli italiani e per un concerto gratuito di un gruppo di percussionisti del teatro Regio che sembrava interessante. L'esposizione è grandissima e ripercorre tutte le tappe della storia d'Italia divise per aree tematiche. Un percorso interattivo molto istruttivo, che ci ha consentito di imparare tante cose che non avevamo studiato bene o che avevamo dimenticato. Per visitare la mostra con attenzione ci vogliono più di quattro ore ma, visto che non avevamo tanto tempo a disposizione abbiamo deciso di ritornare un'altra volta. Quindi ci siamo spostati nella sala del concerto, che è iniziato parecchio in ritardo. Il gruppo si chiama Catubam e lo spettacolo ripercorre le giornate lavorative di diversi mestieri. I musicisti sono stati bravissimi a fare brani con strumenti non convenzionali, come la catena della bicicletta o i bicchieri. Inoltre lo spettacolo è stato molto divertente e siamo andati via entusiasti per le risate e la carica di energia positiva che ci hanno trasmesso, oltre alla bravura e la professionalità che comunque contraddistingue i musicisti del Regio.
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Per il mio compleanno Claudia mi ha regalato una vacanza di tre giorni in Valle d'Aosta, all'insegna del vino e della montagna. Siamo partiti sabato 29 ottobre e come prima tappa ci siamo fermati a Carema, dove abbiamo visitato l'enoteca e il paese arroccato circondato dalle vigne. Dopo aver comprato dell'ottimo vino, la nostra sosta successiva è stata da Boen, un piccolissimo produttore di Arnad. Abbiamo visitato la sua cantina, nella zona antica del paese. La tappa successiva è stata la valle di Gressoney dove ci siamo fermati a vedere Fontainamour e due paesini disabitati sopra Perolz. Per arrivarci abbiamo fatto una passeggiata per i boschi e raccolto castagne. Per la notte Claudia ha prenotato una camera all'agriturismo Il Mulino. Abbiamo cenato con polenta e altri piatti valdostani e poi la mattina dopo abbiamo scoperto una bella cascata e una chiesetta proprio di fronte alla nostra finestra di casa, che rendevano il paesaggio molto carino. Ci siamo fermati a comprare dei formaggi e poi siamo andati a Lillianes per la festa della castagna. Abbiamo passato la domenica in compagnia dei paesani e pranzato al tendone della pro loco con una quantità di cibi tradizionali e ottimi, quasi tutti a base di castagne, chiacchierando con un gruppo di signori anziani molto socievoli. La sera siamo andati a dortoir La gruba, un posto bellissimo in un paese ormai disabitato nella valle del Lys, Gruba. Subito accanto, invece, c'è il paese di Niel. Il rifugio è gestito da alcuni ragazzi che hanno ristrutturato un antico dortoir con arredamento tipico valdostano davvero bellissimo. Anche le cena, per fortuna non troppo abbondante, è stata molto buona. La camera da letto, tutta in legno con cuori intagliati, era molto accogliente. Bellissimo anche il bagno in pietra. La mattina successiva siamo andati a fare una passeggiata verso il colle di Lys. Il paesaggio era splendido e abbiamo camminato tanto, fino ad arrivare ad un laghetto alpino. Avevamo quasi raggiunto la meta ma siamo stati bloccati dalla neve. In cima, infatti, ce n'era troppa e avevamo paura di scivolare senza ciaspole, quindi siamo ritornati indietro. E' stato davvero molto bello. Dopo un altro breve giro nei paesini ci siamo incamminati verso Donnas per visitare la cantina e passeggiare nelle vigne. L'addetto che era in enoteca ci ha spiegato la produzione ma la visita è stata molto breve. Visto che c'era ancora il sole ci siamo inccaminati per i vigneti e abbiamo passeggiato a lungo, per vedere il metodo di raccolta dell'uva, tutto manuale. Nelle vigne, infatti, c'è solo una sorta di monorotaia che serve a portare le cassette piene di grappoli a valle. Abbiamo girato tanto che alla fine abbimo perso l'orientamento e non riuscivamo più a trovare il posto dove avevamo parcheggiato l'auto. Quando ormai si era fatto buio l'abbiamo trovata e siamo ritornati a casa, stanchi ma rilassati.
Per la prima volta siamo stati alla fiera del Rapulè a Calosso. Ce ne avevano parlato molto bene e non siamo rimasti delusi. La festa è organizzata nei tanti "crutin" del paese, bellissime cantine scavate nella pietra e arredate in modo molto rustico. Purtroppo siamo arrivati tardi e molte cose da mangiare erano già finite per la troppa affluenza. Anche parecchie degustazioni di vini, erano quasi agli sgoccioli. E' stato comunque molto bello passeggiare per il paese e inoltrarsi per i crutin alla scoperta di banchetti di vino e produttori. Abbiamo assaggiato e comprato molte bottiglie di moscato, tra i quali quelli di Scagliola. Da mangiare, abbiamo assaggiato una zuppa di fagioli e costine, del pane farcito e delle cialde calde fatte in stampi antichi di metallo. Sulla strada del ritorno abbiamo comprato dei funghi porcini da un banchetto ambulante e fatto un giro per le splendide vigne che circondano la zona.
Il 18 settebre, di buon mattino, siamo andati alla stazione di porta nuova per prendere il treno e andare a Bra dove già da qualche giorno era in corso la manifestazione Cheese. Purtroppo c'era sciopero dei treni e hanno annullato il nostro regionale solo all'ultimo secondo. Quindi mentre Claudia è andata a chiedere il rimborso dei biglietti, io sono tornato a casa a prendere la macchina. Durante l'attesa Claudia ha conosciuto tre ragazzi molto simpatici che volevano andare anche loro a Bra, quindi gli abbiamo dato un passaggio. Arrivati in città c'era tantissima gente e un tripudio di formaggi ovunque. Come al solito non siamo riusciti ad assaggiarne nemmeno la metà, anche perché sono davvero migliaia, ma ci siamo concentrati su quelli più strani e ne abbiamo comprato alcuni buonissimi. Tra quelli che ci hanno colpito di più, nonostante a Claudia piacciano quelli più freschi e a me quelli più stagionati, un'ottima toma di Murazzano e della provola silana. Ma anche un formaggio romeno molto buono che però non era in vendita. Peccato per la Campania, poco valorizzata e con pochi produttori di mozzarella di bufala. Nessuno, tranne un grossista aveva il provolone del monaco. Ottime anche le tome d'alpeggio. Non poteva mancare una puntatina allo stand delle birre artigianali mentre abbiamo evitato quello del vino. Sarebbe stato davvero troppo!
Il 10 settembre siamo andati alla festa del vino di Dogliani, un paese che ci piace molto. Prima tappa al municipio per la mostra fotografica su Luigi Einaudi, che proprio qui aveva i suoi poderi. Divertenti e istuttivi sono satati i manifesti elettorali dell'epoca, che ci hanno fatto capire meglio il clima politico di quegli anni. Poi abbiamo preso le sacche con i bicchieri e iniziato la degustazione. Quando ci è venuta fame, abbiamo deciso di provare una trattaria un po' fuori mano rispetto al centro del paese che proponeva per l'occasione menu a prezzi scontati. Siamo andati con la navetta della festa e ne è valsa la pena. Abbiamo mangiato piatti della cucina piemontese doc, fatta alla buona ma soddisfacente. Dopo abbiamo ripreso la navetta e siamo ritornati nella piazza principale per la vendemmia. Questa volta Claudia non ha potuto pigiare l'uva perché c'erano tutti bimbi e signorine dell'organizzazione, quindi è rimasta un po' delusa. Abbiamo proseguito il giro dei banchetti di vino e ascoltato musica nelle varie piazzette. c'era anche un gruppo napoletano che faceva Dub.
Visto che è venuta una collega di Claudia, a trovarci, abbiamo deciso di organizzare una gita anche con i genitori di Claudia a Ravello e Tramonti. Come prima tappa ci siamo fermati a vedere il centro storico di Ravello, abbiamo visitato il Duomo e passeggiato per i giardini di villa Rufolo. Uno spettacolo davvero incantevole. Poi abbiamo iniziato il tour dei vignaioli. Tappa obbligata da Ettore Sammarco, che come al solito è stato gentilissimo e ci ha raccontato tutta la storia della sua cantina. Dopo una lunga chiacchierata e qualche bicchiere di vino siamo andati a Tramonti, dalla azienda agricola Reale, dove il suo vino di punta è il tintore vinificato il purezza. Questo vitigno autoctono ci sta affascinando sempre di più. Mentre aspettavamo il titolare abbiamo fatto una passeggiata per le vigne e poi, durante la degustazione, ci ha offerto dell'ottima focaccia. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a Gragnano a mangiare la pizza e il panuozzo da 'onn Ugo. Una bella giornata.
Il 28 agosto Dario ha festeggiato il suo compleanno nella casa di Pogerola. Ci siamo ritrovati tutti insieme sul terrazzo a picco sul mare prima a vedere il tramonto e poi a mangiare tutti ottimi stuzzichini preparati per l'occasione come pizze rustiche e insalate di riso. Grazie a dj Ranchy, alla Resurrextion Crew abbiamo ballato tutta la serata e ci siamo divertiti molto. Abbiamo fatto così tanto rumore che i vicini di casa di Dario hanno anche chiamato i carabinieri ma a mezzanotte in punto abbiamo spento l'impianto e quindi non ci hanno potuto dire nulla. Dopo la torta siamo andati a fare un piccola passeggiata e siamo ritornati a casa tutti insieme.
Anche il fine settimana del 21 agosto siamo andati in valle stretta con un gruppo di amici.Come al solito siamo arrivati nel pomeriggio, abbiamo piantato tantissime tende in un'ampio spiazzo lungo le rive del fiume e abbiamo organizzato tutto per la grigliata. Eravamo più di dieci e quindi preparare il cibo per tutti è stato piuttosto lungo e laborioso. Abbiamo chiacchierato davanti al fuoco, bevuto e poi siamo andati in tenta. Faceva freddissimo e abbiamo passato la notte avvolti nelle coperte a cercare di scaldarci l'un l'altro. Al mattino ci siamo svegliati ed era in corso una gara di pescatori. Vinceva chi prendeva più pesci e c'erano tante persone con i secchi pieni di trote. Le nostre tende erano proprio la centro del campo di gara. Dop aver fatto colazione abbiamo salutato tutti, smontato la tenda e ci siamo incamminitati per il sentiero della volta scorsa. Eravamo convinti di arrivare al lago Peyron, invece, abbiamo proseguito tanto e ci siamo praticamente trovati in Francia. Il paesaggio era spettacolare. Abbiamo camminato per ore fino al rifugio del Thabor, che affaccia sulla valle francese. Mancava ancora poco per arrivare fino in cima al monte ma eravamo tanto stanchi e quindi ci siamo fermati al lago Margherita e poi siamo ritornati indietro, anche perché si stava facendo tardi. E' stata una bella passeggiata, soddisfacente e rilassante.
Questo fine settimana la voglia di natura ci ha spinto ad organizzare un campeggio con i nostri amici. siamo partiti sabato pomeriggio verso le 4.30 circa e per le 6 siamo arrivati in Valle Stretta dove ci attendeva un'altra coppia di amici con il barbecue già acceso. Abbiamo montato le tende in una bella conca vicino al fiume e lontano dagli altri campeggiatori e abbiamo iniziato a grigliare. abbiamo mangiato moltissimo e bevuto, ci siamo divertiti peccato solo per il tempo: faceva freddo e piovigginava un po'. Anche al mattino, quando ci siamo svegliati, pioveva ma per fortuna ha smesso presto e siamo riusciti a riscaldare il latte per la colazione sulla griglia accesa e gli avanzi del banchetto. Un nostro amico, mentre andava a prendere la legna, è anche caduto nel fiume e si è bagnato tutto. Verso le 12 abbiamo salutato tutti e con Claudia ci siamo incamminati verso il sentiero che porta al versante francese della Vallée Etroite. A metà strada, dopo aver incontrato le immancabili mucche e due cavalli, ci siamo fermati vicino a due piccoli laghetti e poi siamo ritornati indietro perché vedevamo delle nubi abbastanza minacciose e si stava facendo buio.
Grazie all'invito di un nostro amico che era tra gli organizzatori, siamo riusciti a vedere un posto bellissimo e purtroppo temporaneo di torino. Una ex fabbrica che dopo pochi giorni sarebbe stata demolita, occupata da un gruppo di writers famosi e artisti che hanno ricoperto quasi tutte le pareti con opere davvero belle. Un ambiente creativo e giovane con il cortile interno e la possibilità di esplorare i locali dove venivano fabbricati prodotti elettronici. Al piano superiore, invece, il nostro amico ha esposto tutte opere in vendita di giovani fotografi e pittori che fanno parte della sua galleria online.
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Quest'anno abbiamo deciso di trascorrere le vacanze in Belgio per bere buone birre e visitare tante città in bicicletta. Siamo partiti da Torino in aereo e siamo atterrati a Charleroi con Ryanair. Durante il viaggio abbiamo visto , oltre alle Alpi, una coltre di nuvole che copriva tutta l'Europa e minacciava temporali e, come temevamo, quando siamo atterrati pioveva. Dall'aeroporto abbiamo preso un autobus (€ 3 p.p.) fino a Charleroi sud e da lì il treno per Gent. Scesi dalla stazione abbiamo un po’ vagato nei dintorni perché non sapevamo la direzione giusta per il campeggio (Camping Blaarmeersen, Zuiderlaan 12) (€15.75), ma poi abbiamo preso un autobus perché era piuttosto fuori mano. Abbiamo cercato di montare la tenda il più in fretta possibile e poi, a causa del maltempo, abbiamo rinunciato ad affittare la bici per il giro dei villaggi del Leie e siamo andati in centro. La scelta è stata fortunata perché c'era l'annuale festa cittadina che richiama persone da tutto lo Stato. Ovunque avevano montato palchi e banchettini per il cibo. C'erano migliaia di persone in strada e negozi aperti. Dopo aver visitato la cattedrale abbiamo passeggiato per il centro e visto le splendide costruzioni della città. Abbiamo comprato degli ottimi cioccolatini (Van Hoorebeke Chocolatier, Sint Baafsplein 15), buonissimi, e ci siamo fermati a mangiare un enorme cono di patatine fritte (€ 2.50) ( Frituur ‘T Puntzakje, Kleine Vismarkt 9). Altra sosta è stata per bere una birra nello stesso posto c'eravamo fermati la prima volta ( Het Waterhuis a/d Bierkant, Groentemarkt 9) che siamo stati a Gent. Abbiamo preso una Bacchus (€ 2.30) e una Gentse Tripel (€ 3.40) ma la prima non c'è piaciuta. Abbiamo visto la rappresentazione storica con Carlo V e i condannati a morte e tra un concerto e l'altro ci siamo fermati a mangiare un panino con una specie di pancetta cotta sul grill. Faceva tanto freddo quindi invece di bere un'altra birra ci siamo ritrovati in un tendone marocchino a sorseggiare tè caldo. Poi ci siamo incamminati verso verso l'autobus ma alla fermata abbiamo trovato una signora che ci ha dato un passaggio fino al campeggio. Durante la notte abbiamo patito tanto il freddo e ha piovuto incessantemente. Anche il mattino pioveva e abbiamo aspettato un po’ prima di smontare la tenda. Siamo andati ad Ieper dove abbiamo montato la tenda in campeggio e noleggiato le bici (€ 22.20 due bici per 2 giorni). La prima tappa nella terra del luppolo è stata Poperinge. Lungo la strada ci siamo fermati a visitare due cimiteri militari della prima guerra mondiale. Arrivati a Poperinge abbiamo fatto un giro del paese e recuperato all'ufficio informazioni un'ottima mappa della zona. Dopo abbiamo imboccato una strada molto panoramica tra i campi di luppolo che ci ha portato fino all'abbazia di San Sisto a Westvleteren. Non è stato possibile visitare il monastero ma abbiamo potuto bere le straordinarie birre nella brasseria (In De Vrede, Donkerstraat 13) di fronte al convento. La struttura non è molto bella ma la birra, i formaggi e il paesaggio sono davvero incantevoli. Abbiamo assaggiato la Blond (€ 3.70), la Bruin 8 (€ 4.20), la Bruin 12 (€ 4.70), acquistato qualche bottiglia e formaggio e soddisfatti ci siamo incamminati verso Watou. Siamo arrivati davanti al birrificio San Bernardus ma purtroppo era chiuso e quindi abbiamo proseguito fino a Poperinge e da lì in direzione del campeggio. Lungo la strada abbiamo visto un posto abbastanza tipico e ci siamo fermati a mangiare un polletto allo spiedo con birra San Bernardus. Il posto sembrava fuori dal tempo, eravamo gli unici stranieri, la cameriera non parlava inglese e ha chiesto ad un cliente abituale di farci da traduttore. Dal soffitto pendevano grappoli di luppolo essiccato. In campeggio anche questa notte abbiamo avuto freddo. Il giorno dopo dovevamo andare a Bonne Esperance ma i nostri piani sono saltati. Abbiamo preso il treno per Tournai e ci siamo fermati a visitare Kortrijk che ha un bel beghinaggio e dove ho potuto comprare un maglione per dormire. Arrivati a Tournai abbiamo fatto un giro della città che è molto carina, ma non siamo riusciti ad andare alla brasseria Doupont. In compenso ci siamo fermati a vedere il Beffroi cioè la torre campanaria (€ 2 p.p.), la cattedrale di Notre-Dame, stupenda, il tesoro della basilica (€ 2 p.p.) e il museo del Folklore. Siamo poi andati in un bar ( Brasserie Les Quatre Saisons, Grand Place, 68) nella piazza molto elegante che serviva tutte birre regionali. Ne abbiamo assaggiate 4: Tournay (€ 3.40), Gouyasse (€ 3.40), Moinette ¼ (€ 3.30), Quintine (€ 3.40) e abbiamo fatto amicizia con il cameriere e con un signore che ci ha raccontato di essere l’agente di alcune brasserie. Si era fatto tardi, non ci siamo fermati a mangiare e siamo ritornati in stazione per prendere il treno per Iper. Tra un cambio e l'altro ci siamo fermati in una friggitoria dove abbiamo preso 2 spiedini fritti e una porzione grande di patatine. Per 2 euro ci hanno dato tantissime patate fritte. Dopo un'altra notte di freddo ci siamo svegliati, abbiamo noleggiato le bici e ci siamo diretti in treno (abbonamento giornaliero per il traporto bici € 8 p.p.) a De Panne, lo scopo era di fare il giro della costa in bici ma non ci siamo riusciti. Abbiamo spesso perso la strada anche perché la cartina non era molto dettagliata. Abbiamo attraversato i paesi balneari del mare del Nord e le spiagge affollate da famiglie nonostante il freddo. La speculazione edilizia ha un po deturpato il territorio e quindi accanto alle dune di sabbia e a paesi carini c’erano anche palazzoni osceni. Tappa inaspettata è stato il paese Veurne, dove siamo arrivati sbagliando strada, ma siamo rimasti colpiti dalla bellezza della piazza. Lungo il percorso ci siamo fermati a mangiare un cestello di fragole comprate al distributore automatico vicino ad una azienda agricola e delle piccole goffrie ad una bancarella lungo la spiaggia. Arrivati ad Ostende abbiamo provato a continuare lungo la costa ma non avevamo più tempo e quindi abbiamo fatto un rapido giro della città e poi abbiamo preso il treno di ritorno per Iper. La mattina dopo in fretta e in furia abbiamo smontato la tenda e preso il treno per Anversa dove avevamo prenotato un albergo accanto al duomo. Abbiamo lasciato i bagagli, visitato il duomo e fatto un piccolo giro prima di prendere l’autobus per Westmalle. L’abbazia è proprio davanti alla fermata, ma purtroppo non è possibile visitarla, abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni e abbiamo sentito tantissimo l’odore del malto. Di fronte c’è la Brasserie (Café Trappisten, Antwerpsesteenweg 487) dove abbiamo bevuto le birre prodotte dall’abbazia: extra, trippel (€ 3.30), double e la half & half. Siamo ritornati ad Anversa e abbiamo mangiato alla Fritture N1, la migliore al mondo. Abbiamo visitato il centro storico, mangiato dei cioccolattini da Pierre Marcolini e ci siamo fermati a bere una birra al Pelican pub dove Claudia era già stata. Ultima tappa è stato il Kulminator, locale splendido, sembra una vecchia casa di collezionisti di birra con centinaia di etichette introvabili. Abbiamo bevuto una De Dolle di Natale e un’ Adelardus Trippel Siamo tornati in albergo stanchi ma allegri. La mattina abbiamo preso il treno alle 9 per Namur. Vicino alla stazione abbiamo affittato le bici e con qualche difficoltà ci siamo incamminati con gli zaini verso il campeggio che dista dal centro 5 km e l’ultimo tratto è una salita al 13%. Abbiamo montato la tenda ( Camping Les Trieux, Les Tris 99, Malonne) (€34.50 tre notti) e ci siamo diretti a Dinant. Siamo passati per Wepion, città della fragola, dove abbiamo comprato un cestello e poi abbiamo proseguito lungo il fiume. Altra sosta a Profondville per comprare dei cornetti buonissimi e poi in un negozio specializzato in birra all’ingrosso che ne aveva centinaia di tipi diversi. A fatica abbiamo scelto solo 9 birre ma costavano così poco che ne avremo comprate molte di più. Dopo altri chilometri siamo arrivati all’abbazia di Leffe dove è nata la famosa birra ma dove ora non viene più prodotta. Abbiamo fatto un piccolo giro per la chiesa e per il paese e poi ci siamo diretti a Dinant. La città è molto carina, si estende lungo il fiume e in ogni angolo ci sono addobbi che ricordano l’inventore del sax, Adolphe Sax, che è nato li. Ci siamo fermati a bere una Leffe e una Rochefort e poi siamo ritornati a Namur in treno (€ 4.30 il viaggio in treno + Trasporto bici € 5). Durante il viaggio abbiamo cenato con un biscotto tipico della zona, molto duro. Arrivati in campeggio abbiamo fatto una rapida doccia e siamo andati a letto perchè eravamo molto stanchi. La mattina dopo ci siamo diretti a Floreffe con non poca fatica perchè abbiamo dovuto affrontare una salita molto ripida. Abbiamo visitato l’abbazia con una visita guidata molto dettagliata e poi ci siamo fermati all’antico mulino ora brasseria a bere tutte le loro birre che non vengono più prodotte nella loro abbazia ma in un paese vicino. Abbiamo ripreso le bici e nonostante il maltempo e le poche forze siamo arrivati a Maredsours con una strada molto panoramica e con tanti saliscendi. Sfortunatamente l’ultima visita era alle 16 ma siamo riusciti a vedere la chiesa. L’abbazia sorge in un bosco molto fitto, ci siamo fermati alla brasseria (Centre d’accueil Saint-Joseph - Abbaye de Maredsous, Denéè) per assaggiare le loro birre 6°, 8°, 10° (paletta di degustazione € 7.60) e i formaggi. Per ritornare in campeggio abbiamo seguito la pista ciclabile accanto la vecchia ferrovia dove adesso è anche possibile usare delle strane biciclette a quattro posti per pedalare sulle rotaie. Lungo il percorso (30km) abbiamo incontrato tanta pioggia ma alla fine siamo riusciti a tornare in campeggio alle 22. Una rapida doccia e poi grigliata di carne. Mentre mangiavamo abbiamo conosciuto due ragazzi olandesi arrivati con un tandem. La cena è stata buona e abbondante, abbiamo bevuto tre birre e siamo andati a letto con la pancia piena. Il giorno dopo abbiamo riportato le bici al negozio dove le avevamo noleggiate e abbiamo preso al volo un treno per Couvin, il posto più vicino a Chimay dove è possibile arrivare con la ferrovia. In stazione abbiamo dovuto aspettare circa un’ora l’autobus per il paese dove pensavamo venisse prodotta la birra trappista. Purtroppo quando siamo arrivati abbiamo scoperto che l’abbazia dista circa 10 chilometri dal centro della città e non è collegata con i mezzi pubblici. Quindi abbiamo visto la chiesa, bella, e fatto una passeggiata per la piazza principale (piccola e deludente). Il paese non ci è piaciuto e alla fine non abbiamo visto nemmeno il castello perché avremmo dovuto aspettare troppo per la visita guidata. Quindi abbiamo preso l’autobus (dopo aver comprato alcuni pezzi di formaggio di Chimay molto buoni) e siamo ritornati a Couvin. Da lì abbiamo proseguito per una brasseria gestita da un gruppo di giovani che in pochi anni è riuscito a mettere su un museo e produrre ottime birre. Il birrificio Des Fagnes (Mariembourg) è molto curato e carino e la particolarità è che si può visitare un’area con tutti antichi macchinari per la birra e poi vedere il moderno impianto di produzione che è proprio nella sala dove ci sono i tavoli. Quindi abbiamo bevuto mentre il mastro birraio aggiungeva il luppolo alla cotta che stava preparando. Abbiamo preso una cassetta di degustazione (€ 6.20) con una framboise, blonde, brune e una pils a bassa fermentazione. Prima di andare via abbiamo comprato una bottiglia da 33 di krik, una Noel grande e una brune piccola. Una tappa davvero molto piacevole che ci ha un po’ consolato dalla delusione di Chimay. Siamo poi andati a prendere il treno per Namur e da lì l’autobus (di corsa perché lo stavamo perdendo) per Malonne. Prima di tornare in campeggio ci siamo fermati in un ristorante lungo la strada, frequentato solo da persone del posto. All’esterno sembrava un pub vecchio e classico, l’interno, invece, era stato ristrutturato mantenedo però alcuni particolari anni 60 come il bancone. Abbiamo mangiato le polpette alla liegese e del brasato di maiale con la birra e con contorno di patatine fritte. Una cena davvero buona ed economica. Finito di mangiare siamo tornati in campeggio per la notte. La sveglia è suonata alle 7 e abbiamo dovuto smontare la tenda in fretta per non perdere l'unico autobus disponibile per arrivare alla stazione di Namur. Arrivati alla fermata è passato un ragazzo di colore su una macchina tutta rotta che si è offerto di darci un passaggio. E’ stato molto insistente e alla fine abbiamo accettato nonostante avessimo un poco di paura. Invece è andato tutto bene e siamo arrivati in tempo per prendere il treno prima. Alle 11 siamo arrivati al Maxhotel (€ 51.28) e dopo aver fatto il check in alle macchinette automatiche (nell’albergo tutto funziona senza personale) abbiamo incontrato Terry e Andrea. Siamo andati a fare una passeggiata per il centro e la Grand Place e, dopo una breve sosta al Moeder Lambic (68 rue de Savoie), ci siamo avviati a piedi da Chantillon. Entrare nel birrificio è come fare un tuffo nel passato. Abbiamo fatto la visita delle sale usate per fare la loro birra, tra strumenti dei primi del 1900 ancora usati e ragnatele ovunque. Molto lontano dagli standard di pulizia di qualsiasi birrificio italiano (per fortuna in Belgio non esistono i Nas altrimenti l’avrebbero dovuto far chiudere), la birra prodotta è un mix tra conoscenza perfetta dei processi che portano alle fermentazione, microclima e bravura del mastro birraio. Nella sala dove viene messo a fermentare il mosto c’è una enorme vasca poco profonda in rame e il tetto con delle fessure per permettere l’areazione e ai batteri di attaccare il mosto che vengono aperte o chiuse in base alla temperatura. La birra, infatti, può essere prodotta solo d’inverno. Intorno alle botti, dove la birra deve riposare, muffe e insetti morti. Sono alcol, temperatura e i ‘tagli’ fatti dal birraio per le geuze a rendere bevibile e non dannoso per lo stomaco il prodotto finito. Una curiosità: i ragni (i e gatti) servono come pesticidi naturali per evitare il proliferare di insetti visto che non è possibile usare veleni per non danneggiare tutto il micromondo batterico che rende la birra unica. Alla fine del percorso abbiamo degustato una krik alla ciliegia o ai lamponi e una geuze base. Subito dopo abbiamo preso la metro e siamo andati vicino al quartiere europeo per mangiare patatine dal chioschetto considerato il migliore di Bruxelles. Buone ma nulla rispetto alla Fritur numero 1 di Anversa. Il quartiere del parlamento europeo e degli uffici dei funzionari sembrava triste e vuoto, enormi palazzoni grigi di cemento e vetro. Emozionante solo pensare che lì vengono decisi i nostri destini e l’uso da fare dei nostri soldi e che lì le singole nazionalità si annullano per partecipare a un progetto e un percorso comune. Insomma potevano fare di meglio per trovare una sede consona all’Europa in un posto meno grigio. La suggestione del luogo dovuta al potere dell’istituzione e un po’ di fantasia indispensabile per immaginare centinaia di persone che occupano quelli che a prima vista sembrano enormi e vuoti centri commerciali rende la visita meno inutile. Ritornando verso il centro ci siamo fermati alla cattedrale, che però era chiusa e poi in varie viuzze e piazzette della zona. Sosta anche nelle numerose cioccolaterie della galleria e al birrificio A la Mort Subite dove abbiamo degustato la loro faro (€ 3.50). Ancora un giro per la strada dei ristoranti e per il Delirium cafè, poi siamo passati per il Manneken Pis e siamo andati al ristorante Estaminet in TSpinnekopke per una cena tipica. Abbiamo assaggiato le polpette alla lambic e lo stufato alla geuze, tutto accompagnato dalle immancabili patatine fritte e da tre boccali di birra prodotta dal ristorante da dividere in quattro. Cena ottima e conto non troppo salato. Un altro giro in centro per scoprire la vita notturna ci ha permesso di assistere a uno splendido spettacolo di luci colorate alla grand place, in particolare al palazzo del municipio, illuminato a ritmo di musica. Ultima birra al Poechenellekelder (rue du Chene,5), un locale molto carino nella zona del manneken pis e poi siamo ritornati in hotel. La mattina seguente ci siamo svegliati presto e abbiamo cercato di sfruttare quanto più tempo possibile per vedere la città, anche perché per le 4 dovevamo partire per l’aeroporto. Prima tappa è stata nel vecchio quartiere del beghinaggio, non troppo lontano dalla borsa. Poi siamo andati all’ex porto, dove si faceva il mercato del pesce e ora ci sono tutti ristoranti a tema. Purtroppo essendo domenica tutti i negozi erano chiusi tranne quelli nei dintorni della grand place, dove abbiamo comprato una confezione di cioccolatini. Il nostro giro è proseguito seguendo il percorso della guida sulle facciate a fumetti. Per pranzo siamo andati nella zona del palazzo reale e dei giardini e poi ci siamo diretti a piedi verso l’albergo, passando per la cattedrale che siamo riusciti a visitare. Senza fretta abbiamo recuperato i bagagli e ci siamo incamminati verso l’aeroporto Brussel Nationaal Luchthaven (€ 5.20 p.p.) dove abbiamo dovuto aspettare circa 40 minuti prima di fare il check in. Il volo è stato puntuale e fortunatamente siamo riusciti anche a prendere l’autobus in tempo per arrivare a Torino verso le 23.
Per il compleanno di Claudia siamo andati a trascorrere due giorni in montagna, nella zona del Monginevro, al confine tra Italia e Francia. Prima tappa a Claviere, dove abbiamo provato il ponte tibetano più lungo al mondo 468 metri. Claudia all'inizio era un po' tesa e aveva le gambe che tremavano, facendo muovere tutta la struttura. Poi si è tranquillizzata e abbiamo iniziato a goderci lo spettacolare panorama. Il ponte, è posizionato in una vallata stretta e segue, ad una altezza crescente, il percorso del fiume. Oltre ad alcuni passaggi nei quali devi appoggiarti alla roccia, si è sempre sospesi. Bello, sicuro e piacevole, soprattutto per chi, come Claudia, non ha ancora il coraggio di affrontare le vie ferrate perché soffre troppo di vertigini. Il pomeriggio, dopo una passeggiata a Claviere, siamo andati a Montgenevre, posto di villeggiatura di montagna attrezzatissimo per praticare qualsiasi sport anche se poco rustico e piuttosto affollato. Abbiamo continuato lungo il versante francese a caccia di formaggiai e alpeggi. Abbiamo visitato dei paesini molto caratteristici lungo la strada per Nevanche e ci siamo fermati nella zona di Le Serre. Mucche ovunque, un bel fiume e la sensazione di essere in una montagna viva e molto abitata, oltre che ricca di servizi. Verso le 5 siamo ritornati a Claviere dove abbiamo lasciato la macchina e ci siamo incamminati lungo il sentiero per arrivare al rifugio. La camera non era pronta perché l'avevano assegnata a un'altra coppia scambiando le prenotazioni, quindi siamo andati a fare una passeggiata nelle vicinanze. Abbiamo visto più di una decina di marmotte che si rincorrevano. La sera abbiamo cenato con la coppia che aveva preso la nostra stanza e ci siamo rilassati in vista del giorno dopo. Secondo i programmi avremmo dovuto fare il sentiero dello Chaberton ma pioveva troppo quindi abbiamo dovuto rinunciare. Ci siamo diretti a Briancon e sulle montagne vicine alla ricerca di alpeggi che purtroppo erano chiusi perché i formaggiai erano tutti andati in città per il mercato. Quindi siamo ritornati a Briancon dove abbiamo mangiato degli ottimi pan au chocolat e comprato salumi e formaggi molto buoni. Abbiamo fatto anche una passeggiata per il bellissimo centro storico del paese e siamo saliti sulle fortificazioni, che però erano chiuse. Un posto davvero magnifico, ricco di storia e di palazzi d'epoca. Purtroppo ha piovuto tanto e quindi non ci siamo potuti godere a pieno la passeggiata. Di ritorno ci siamo fermati ancora a Oulx per una breve visita e poi siamo arrivati a casa.
I primi a salire sul palco davanti sono stati i Tre Allegri Ragazzi Morti, band storica della scena indipendente italiana; a seguire Edoardo Bennato. Chiudono il gruppo il Teatro degli Orrori, che in esclusiva per il Traffic sono tornati in formazione originale per suonare interamente il loro primo album.
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